Impianti dentali: quali procedure per un corretto mantenimento?

Nel campo della riabilitazione orale, gli impianti dentali (piccole viti in titanio o lega di titanio progettate per sostituire la radice del dente naturale mancante) assumono un ruolo più che fondamentale. Da più di 50 anni, l’impianto dentale restituisce un sorriso sano al paziente grazie all’inserimento nell’osso mascellare di “radici artificiali’’ che, attraverso un processo biologico conosciuto come osteointegrazione, fa in modo che sia possibile applicare una protesi fissa.

Nonostante i tempi per l’inserimento di un impianto dentale si siano ridotti esponenzialmente e gli impianti in sé siano diventati sempre più innovativi, con morfologie e rivestimenti che garantiscono la massima affidabilità nel tempo, la loro durata è talvolta messa a rischio dall’insorgenza di complicanze in un certo senso fisiologiche, e soprattutto da una mancata attuazione del protocollo di mantenimento.

È proprio a proposito di questa mancanza che molti studi dimostrano come le conseguenze di un parodonto infetto, riconoscibile dalle sintomatiche gengive che sanguinano, possano minare la longevità della riabilitazione implanto-protesica.

Quali step seguire dunque per il perfetto mantenimento degli impianti dentali?

  1. Sottoporsi ad una profilassi antibiotica prima e dopo l’intervento per prevenire infezioni o infiammazioni dell’arcata gengivale. È inoltre possibile assumere un analgesico in caso di dolore o gonfiore di gengive e tessuti molli. Gli effetti del post-operatorio scompaiono generalmente entro pochi giorni dall’intervento.
  2. Abituarsi ad una corretta igiene orale è fondamentale, rimuovendo placca e residui di cibi spazzolando i denti due volte al giorno. È possibile utilizzare spazzolini elettrici o manuali, secondo le istruzioni dell’igienista dentale, da completare con l’uso regolare di filo interdentale e scovolini interprossimali capaci di raggiungere e detergere con più facilità lo spazio interdentale. Procedere con un movimento ritmico dall’alto verso il basso per l’arcata superiore e dal basso verso l’alto per quella inferiore.
  3. Rispettare sempre il richiamo periodico di mantenimento consigliato dal dentista. Le visite dovrebbero essere effettuate con un’incidenza di 3-4 volte all’anno per sottoporre il paziente ad un’igiene orale completa e professionale e alla verifica dello stato di riabilitazione. È stato inoltre dimostrato che l’infiammazione dei tessuti è dovuta alla formazione di batteri che impiegano all’incirca 3-4 mesi per dare il via ad una fase critica dell’infiammazione; una visita effettuata con tale periodicità è dunque consigliata per prevenire problemi a livello perimplantare.

  4. È stato dimostrato come la categoria dei fumatori sia più soggetta a complicazioni nella buona riuscita degli impianti dentali. Il fumo è spesso causa di perimplantite, il processo che porta all’indebolimento e alla perdita di osso intorno all’impianto dentale. Smettere di fumare o ridurre il numero di sigarette giornaliere è senza dubbio un atto preventivo volto al successo degli impianti dentali.
  5. Curare l’aspetto nutrizionale è importante, non solo per la massima durata degli impianti dentali, ma soprattutto per la salute del paziente. Nei mesi post-chirurgici, evitare bevande troppo calde e cibi duri o da strappare con i denti. Preferire invece consistenze morbide e temperature non troppo elevate. Limitare in generale cibi e bevande ricchi di zuccheri e prediligere invece un piano alimentare bilanciato.

Gli impianti dentali vanno quindi curati e tenuti sotto controllo in maniera assidua, proprio come si farebbe con i denti naturali. Solo unendo una perfetta profilassi di igiene orale con i consigli elencati sarà possibile assicurarsi un sorriso perfettamente sano e smagliante.

Vuoi saperne di più sugli impianti dentali? leggi allora questo articolo